martamorotti

I confini dell'Atlante (2020)





La scena si svolge su un treno a notte fonda: una ragazza, sola nel vagone, dorme con una lettera stretta tra le dita, mentre dal finestrino il paesaggio scorre veloce. Dal vetro si susseguono paesaggi in mutamento come città, deserti in guerra, una costa marittima con barche piene di migranti, una campagna gotica e un paesaggio fantastico. Ma ciò che guida il treno è uno stormo migratore, che accompagna vorticando il viaggio della protagonista. La protagonista, alla quale la lettera è sfuggita di mano, si sveglia con la luce del giorno e si accorge di essere arrivata a destinazione: in quel momento lo stormo che l’aveva accompagnata lungo il viaggio entra dalla finestra di una casa nei palazzi su una pietra "fluttuante" nell'aria.
Dal finestrino scorrono paesaggi che posseggono caratteristiche appartenenti a zone geografiche lontane tra di loro: la prima immagine è quella di una megalopoli affollata e claustrofobica, quasi distopica, con un muro che la divide dal deserto, seguito da un paesaggio marittimo, uno naturalistico e alla fine uno fantastico: una pietra "volante" con una città sopra.

The scene takes place on a train in the middle of the night: a girl, alone in the wagon, sleeps with a letter gripped between her fingers, while the landscape passes quickly from the window. Changing landscapes like cities, deserts at war, a sea coast with boats full of migrants, a gothic countryside and a fantastic landscape follow one another from the glass. But what drives the train is a migratory flock, which whirls around the protagonist's journey. The protagonist, to whom the letter has gotten out of hand, wakes up in the light of day and realizes that she has arrived at her destination: at that moment the flock that had accompanied her along the journey enters from the window of a house in the buildings on a "floating" stone in the air.
From the window flow landscapes that possess characteristics belonging to distant geographic areas: the first image is that of a crowded and claustrophobic megalopolis, almost dystopian, with a wall that divides it from the desert, followed by a maritime landscape, a naturalistic one and a end a fantastic one: a "flying" stone with a city on it.

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https://www.martamorotti.it/i_confini_dell_atlante_2020-s3300

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